Dott. Alessandro Argenziano

pediatra


  

 LA FEBBRE

La temperatura corporea varia da persona a persona durante la giornata e può essere più elevata in alcune condizioni (nel sonno, in caso di surriscaldamento dell'ambiente, da sforzo).

La febbre non deve essere considerato un sintomo negativo, essendo l'espressione di una difesa dell'organismo. Al di sopra di certi valori può risultare tuttavia fastidiosa in quanto causa di cefalea, spossatezza, inappetenza..., per cui la sua attenuazione può risultare conveniente anche se non strettamente necessaria.

La grande maggioranza delle febbri tra il secondo ed il sesto anno di vita sono causate da infezioni virali delle vie aeree o dell'intestino e si risolvono da sole entro tre giorni. Nei primi anni si può misurare a livello rettale: è normale fino a 38° C. La temperatura ascellare è normale fino a 37,5°C.

 

Se la temperatura corporea è superiore a 38°-38,5° - in assenza di allergia specifica - somministrare un antifebbrile: la prima scelta è il Paracetamolo (Tachipirina®, o analoghi generici in sciroppo): 1 millilitro di sciroppo ogni 3 Kg di peso corporeo (max 15 ml). Tale dose può essere ripetuta solo dopo 4 - 6 ore. In alternativa allo sciroppo (se la via orale non è possibile per vomito o altro) le supposte da 125 (per peso < 10 Kg) o da 250 (peso tra 10 e 20 kg).

In alternativa al Paracetamolo - in assenza di allergia specifica - è possibile utilizzare, specie se la temperatura è partcolarmente elevata, l'ibuprofene: 1 milliltro di sciroppo ogni 3 kg di peso corporeo . Tale dose può essere ripetuta dopo 6-8 ore.

Inoltre è sempre necessario

 1. Idratare il bambino dandogli da bere liberamente acqua, spremute di frutta o camomilla.

2. Non eccedere nel vestirlo per favorire la traspirazione e, con essa, la dispersione dei calore.

3. Non forzare l'alimentazione ma consentirgli di mangiare liberamente gli alimenti abitualmente graditi.

 Quando consultare il pediatra

1 . Non è necessario nelle prime 24 - 48 ore in caso di buona risposta agli antifebbrili (ripresa della vivacità, sonno tranquillo, assenza dei segni d'attenzione sottoindicati).

2. In giornata in caso di scarsa risposta agli antifebbrili abitualmente efficaci (verificare se la somministrazione è stata corretta nel rapporto dose / peso). 

Quando è necessaria una visita urgente 

1 . Età inferiore a 6 mesi.

2. Presenza di torpore, vomito, prostrazione malgrado il trattamento antifebbrile sia stato corretto nei modi e nei tempi.

3. Quando i genitori abbiano la percezione di gravità della situazione.

COME AFFRONTARE LA FEBBRE

 

 

 

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 IL MAL D’ORECCHI (Otalgia)

E’ un sintomo frequente, è causato dall'irritazione del timpano che spesso si associa al raffreddore comune. Può essere accompagnato da febbre.

Meno frequentemente il mal d'orecchi è dovuto ad un'infiammazione della pelle del condotto uditivo (otite esterna..., foruncolo del condotto uditivo) esso va sospettato nel bambino che frequenta la piscina o durante la stagione balneare.

 Quando consultare il pediatra

La visito non è necessaria se il dolore si risolve definitivamente dopo la somministrazione dell'antidolorifico: Paracetamolo (Tachipirina®, Efferalgan®, o analoghi generici in sciroppo): 5 millilitri di sciroppo ogni 10 Kg di peso corporeo. Tale dose può essere ripetuta dopo 4 - 6 ore.

In alternativa allo sciroppo le supposte alla dose di 10 - 15 mg ogni Kg di peso o le gocce alla dose di 3 gocce ogni Kg di peso.

La visita è indicata se il dolore persiste o si ripresenta più volte. 

 

La fuoriuscita di secrezione appiccicaticcia dal condotto uditivo può accompagnare la risoluzione del mal d'orecchi. Non deve allarmare (non provoca infatti conseguenze pericolose) ma semplicemente indicare l'utilità della visita dal proprio medico curante.

 Quando è necessaria una visita urgente

La visita medica non ha mai il carattere dell'urgenza, tranne nei casi con febbre elevata ed aspetto sofferente.

 

LA DIARREA

 

E' l'emissione di feci liquide, talora maleodoranti e con muco, più numerose del solito.

 

Bisogna somministrare liquidi per compensare le perdite. Il latte materno non va mai sospeso.

In caso di diarrea lieve (scariche poco abbondanti e non molto frequenti) l'alimentazione normale non deve essere sospesa, ma dei liquidi devono essere somministrati a piccoli sorsi tra i pasti (acqua, tè, camomilla, non succhi di frutta).

In caso di diarrea grave (scariche frequenti ed abbondanti) l'alimentazione va sospesa per 6 ore ed al bambino vanno offerte soluzioni glucosaline reidratanti meglio se leggermente fredde per renderle più gradite.

Se è presente vomito la somministrazione deve essere fatta con il cucchiaino ogni 5 minuti circa. Dopo le prime 6 ore il bambino può riprendere l'alimentazione normale anche se le feci non si sono normalizzate.

Quando consultare il pediatra

1 . Nel caso in cui le scariche siano frequenti ed abbondanti (più di 7 al dì).

2. Nel caso in cui il bambino vomiti e non beva.

3. In presenza di dolore addominale persistente.

4. Se il bambino ha un' età inferiore ad 1 anno e/o presenta emissione di feci mucosanguinolente.

Quando è necessaria una visita urgente?

Se, oltre ai sintomi precedenti, il bambino appare sonnolento, irritabile ed urina poco.

 

ultimo aggiornamento 25.10.2007

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