Dott. Alessandro Argenziano

pediatra


Coliche gassose

Si presentano con un pianto spesso inconsolabile soprattutto dopo i pasti della sera.
Comunemente si pensa che siano legate all'accumulo di aria nell'intestino, ingurgitata durante il pasto .
Di solito si risolvono dopo i primi 3 mesi.
La mamma può alleviare questo disturbo coccolando il bambino, massaggiando il suo pancino, tenendolo vicino a sé nel marsupio, portandolo a fare un breve passeggiata.
Bisogna consultare il pediatra se il piccolo è molto disturbato e piange anche in frequentemente.

 

Colore giallo (ittero)

Spesso la cute e la sclera (la parte bianca dell'occhio) dei neonati è giallastra per l'aumento nel sangue della bilirubina (che deriva dai globuli rossi), dovuta all'immaturità del fegato non in grado di smaltire del tutto questa sostanza.
In questi casi si parla di ittero: solitamente compare dopo pochi giorni dalla nascita, e si risolve spontaneamente in 1-2 settimane (più lentamente se il piccolo è allattato al seno). Se i livelli di bilirubina sono elevati, il bebè viene sottoposto in ospedale ad un trattamento di fototerapia (il piccolo viene esposto all'azione di una lampada a raggi ultravioletti che trasformano la bilirubina che viene così facilmente eliminata dall'organismo).
Occorre rivolgersi al medico se il bambino sembra diventare sempre più giallo, o comunque se resta giallo dopo il 14° giorno.

 

Crosta lattea (dermatite seborroica)

Si manifesta con piccole squame unte e gialle sulla testa, sulla fronte, sulle sopracciglia.
Dipende da un'eccessiva produzione di grasso da parte delle ghiandole sebacee, stimolate dagli ormoni materni passati durante la gravidanza dalla mamma al bambino (non è espressione di un'intolleranza al latte!).
E' utile rimuovere le croste con un pettinino a denti fitti dopo averle ammorbidite con un olio per neonati (oppure con prodotti specifici consigliati dal pediatra). Si sconsiglia l'uso di cuffiette di lana. Solitamente si risolve verso la fine del terzo mese.
E' necessario rivolgersi al medico se le squamette si diffondono o iniziano a produrre un siero giallo.

 

Culetto rosso (eritema da pannolino)

E' un arrossamento della pelle del sederino e della zona genitale causata spesso dal prolungato contatto con le feci (specie se acide), con la pipi, e favorito dall'ambiente caldo-umido che si forma all'interno del pannolino se la pelle non può traspirare.
Per evitare che la cute si irriti è bene cambiare il bambino ogni volta che si sporca, lavarlo sotto l'acqua corrente anche nelle pieghe (utilizzando solo occasionalmente il sapone), asciugarlo con cura (e se possibile lasciarlo ogni tanto scoperto, senza pannolino).
Se la cute inizia ad arrossarsi è consigliabile applicare una pasta all'ossido di zinco (ma se non migliora bisogna rivolgersi al medico).

 

Lacrimazione

I bambini piccoli spesso hanno gli occhi che lacrimano anche in assenza di pianto.
Ciò è conseguente all'ostruzione del piccolo canale (dotto naso-lacrimale) che drena le lacrime nel naso, per cui le lacrime si accumulano nell'occhio fino a straripare.
E' un disturbo che tende a scomparire nel primo anno di vita.
Occorre consultare il pediatra se compare una secrezione gialla.

 

Mughetto

Si manifesta in bocca con puntini e chiazze biancastre (che a differenza dei residui di latte non si rimuovono con facilità, ma restano attaccati alla mucosa).
Se si estendono anche alla gola possono provocare fastidio durante la poppata.
E' un'infezione provocata da un fungo (la Candida Albicans).
Si cura pulendo la zona interessata con una garza sterile bagnata con acqua e bicarbonato (un cucchiaino di bicarbonato in un bicchiere di acqua bollita), 4-5 volte al giorno, e nei casi più estesi con specifici farmaci antimicotici (contro i funghi) prescritti dal pediatra.

 

Ombelico

Durante le medicazioni può capitare di scorgere qualche goccia di sangue in corrispondenza del cordone ombelicale (di solito dovuta allo sfregamento contro il pannolino durante i movimenti del bambino) o nella fossetta ombelicale nei giorni successivi alla sua caduta.
Non bisogna intervenire se il sanguinamento è modesto e si arresta da solo. Negli altri casi bisogna premere con una garza sterile e contattare con urgenza il medico.
Bisogna inoltre interpellare il pediatra se c'è pus, se la cute intorno all'ombelico si arrossa, se si formano bolle

 

Ernia ombelicale

E' è una sporgenza in corrispondenza dell'ombelico, dovuta ad una piccola parte dell'intestino che penetra nell'anello ombelicale (un foro tra i muscoli della pancia, e che si chiude dopo alcuni mesi) soprattutto se il bambino piange.
Si evidenzia dopo che è caduto il moncone ombelicale, ed è più frequente nei bambini prematuri.
Non crea alcun problema al bambino, e tende a risolversi spontaneamente nei primi anni.

 

Piedini freddi e scuri

E' normale che un neonato abbia piedini freddi e violacei: se il resto del corpo è caldo significa che sta bene, e che è coperto adeguatamente.

 

Puntini rossi sul viso (acne del lattante)

Intorno al mese di vita compaiono sul viso (soprattutto sulla fronte, sulle guance, sul mento) foruncoletti. Sono causati da ormoni che sono passati dalla mamma al bambino durante la gravidanza. Sono destinati a scomparire spontaneamente, senza terapia e senza lasciare alcuna traccia. Anche se sono esteticamente brutti, è preferibile non utilizzare creme medicamentose. E' necessario rivolgersi al medico se si estendono al resto del corpo

 

Raffreddore

E'uno dei disturbi più fastidiosi per i bambini molto piccoli, che non sanno respirare con la bocca. Si manifesta con difficoltà a respirare, naso "chiuso" o naso "che cola". Non ci sono cure specifiche perché è causato da virus.
Per alleviare i sintomi le narici vanno liberate e pulite dal muco. E' consigliabile perciò effettuare, più volte al giorno, il "lavaggio nasale", che si esegue in questo modo:

  1. aspirate con una siringa (senz'ago!) 2-3 ml di soluzione fisiologica(possono essere utilizzate le fialette di plastica già pronte)
  2. appoggiare la siringa alla narice, e spruzzare, con una certa energia, la soluzione fisiologica nel naso, direzionando il getto in direzione dell'orecchio l'orecchio
  3. infine utilizzate una pompetta aspiramuco (il lavaggio è poco efficace se non è seguito da questa manovra).


Inoltre è utile umidificare l'ambiente con l'umidificatore, o con panni bagnati sui caloriferi accesi (a meno che non ci siano familiari con allergia agli acari).

 

Rigurgito

E' la fuoriuscita dalla bocca di una piccola quantità di latte (anche parzialmente digerito) talvolta misto a saliva. Può manifestarsi anche 2-3 ore dopo la poppata.
Nel primo anno è un fenomeno normale dovuto all'immaturità dell'apparato digerente: in particolare il cardias, ossia la valvola che impedisce la risalita del cibo dallo stomaco all'esofago, non si contrae adeguatamente, l'esofago non si appiattisce, e quindi il latte può risalire in bocca.
Se il bambino sta bene e cresce regolarmente non bisogna intervenire. E' utile solo favorire i ruttini durante e dopo la poppata tenendolo in posizione verticale per circa 15 minuti.
E' invece necessario contattare il pediatra se il piccolo cresce poco, è molto inquieto o vomita a getto abbondanti quantitativi di latte.

 

Salivazione

Il bambino di pochi mesi spesso perde molta saliva dalla bocca. Questo è dovuto al fatto che non ha ancora capito che deve deglutirla (e non che presto taglierà i dentini!).

 

Singhiozzo

E' un lieve inconveniente che frequente colpisce i bambini del primo mese di vita, e compare di solito dopo la poppata. E' dovuto a brusche contrazioni del diaframma (un muscolo che separa il torace dall'addome, e che regola la respirazione). Sembra sia favorito dall'eccessiva introduzione di aria durante il pasto.
Di solito non infastidisce il bambino e passa spontaneamente dopo pochi minuti. Se persiste, si può riattaccare il bambino al seno, o offrirgli qualche cucchiaino d'acqua (senza limone, che può causare reazioni allergiche nei bambini predisposti).
Bisogna informare il medico se si presenta frequentemente, in modo insistente e prolungato.

 

Starnuti

Molti neonati starnutiscono anche più volte di seguito, diverse volte al giorno.
Non è raffreddore, ma solo un riflesso istintivo, un meccanismo di difesa che ha lo scopo di mantenere il naso libero dal muco e dal pulviscolo.
Non bisogna intervenire.
Il pediatra va consultato se il bambino respira rumorosamente, con difficoltà, se esce muco dal naso, se ha la febbre.

 

Stitichezza e Dischezia
 

Si può parlare di stitichezza se il bambino va di corpo ad intervalli che superano le 48 ore oppure se, pur a distanza più ravvicinata, espelle feci dure: bisogna dunque tener presenti sia la frequenza dell’alvo sia la consistenza delle feci, che nel caso di stitichezza sono dure e vengono emesse con sforzo

Sotto i 12 mesi è abbastanza improbabile che il bambino sia stitico: nella stragrande maggioranza dei casi si può parlare piuttosto di dischezia, termine  che indica un’incoordinazione tra la spinta (che deriva da una contrazione addominale) e il rilasciamento dello sfintere anale esterno: praticamente il bambino si sforza ma non riesce ad evacuare perché non rilascia gli sfinteri, per questo piange e diventa paonazzo.

Per aiutare il bambino a liberarsi basta una piccola stimolazione tattile, o meglio con l'ausilio di un microclisma. La dischezia è dovuta ad un’immaturità funzionale ed è destinata a risolversi da sé nel giro di pochi mesi.

 

 

 

Strabismo

Nei primi mesi di vita gli occhi del bambino possono saltuariamente non essere allineati perché l'apparato visivo non è ancora maturo (e non riesce a coordinare perfettamente i muscoli oculari).
Il difetto va segnalato al pediatra se persiste oltre il 6° mese

 

Tremori

Spesso i bambini di poche settimane presentano tremori al mento o alle gambe, di breve durata. Non indicano che il bambino ha freddo. Sono un evento naturale che non deve destare preoccupazione, e che si risolve spontaneamente

 

Vescichette sulle labbra (vesciche da allattamento)

Sono piccoli rigonfiamenti biancastri che si formano generalmente al centro del labbro superiore.
Some in relazione al modo in cui il bambino succhia il seno o il biberon: interessano quasi sempre i neonati che si attaccano avidamente.
Non bisogna intervenire perché si risolvono da sole, non sono fastidiose e non interferiscono con la voglia di succhiare.

 

 

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